VIZI VIRTÙ E PECCATI CAPITALI DEI SEGNI ZODIACALI

Vergine

VIZI VIRTÙ E PECCATI CAPITALI DEI SEGNI ZODIACALI

SETTEMBRE 2019; SEGNO DELLA VERGINE

 

Non so voi ma io non finisco di scrivere cose sagaci e brillanti di un segno che l’altro è già arrivato e aspetta impaziente di sapere se strangolarmi o ridere. Nel caso della Vergine, il segno del mese di settembre, potrebbe benissimo mantenere un sorriso sommesso e timido mentre sta già compilando una lista di 10 modi diversi di cancellarmi dalla faccia della terra facendolo sembrare naturale.

Ovviamente senza spargimenti di sangue ,che sono antiestetici e macchinosi da pulire.

Non fatevi incantare dall’aria da Santa Maria Goretti di cui Madre Natura l’ha dotata come scudo anti-predatore. Non è affatto inoffensiva . Rientra negli esemplari passivo-aggressivo.

Nel caso che incontrate o frequentate il suddetto segno , rammentate il saggio consiglio “Non è tutto oro quello che riluce” . A dimostrazione di ciò affido la parola al mito .

Prendiamo per l’occasione il Ratto di Persefone. (Sappiate che parteggio per Ade e che la poverina di turno è passata alla storia solo per via di mammina protettiva e possessiva) Rammentate il mito?

 

“Proserpina era figlia di Cerere; rapita da Plutone re dell’Ade mentre coglieva i fiori sulle rive del lago Pergusa a Enna e trascinata sulla sua biga trainata da quattro cavalli neri, ne divenne la sposa e fu regina degli Inferi. Secondo Proclo (Epitome Oraculorum, riportata da Marafiotus) e Strabone (lib. 6), invece l’episodio del mito si verificò a Hipponion (oggi Vibo Valentia). Dopo che la madre ebbe chiesto a Giove di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all’anno ancora con Plutone. Cerere faceva calare il freddo ed il gelo durante i mesi in cui la figlia era assente come segno di dolore, per poi far risvegliare la natura per il ritorno di Proserpina sulla terra. (wikipedia)”

 

Senza addentrarci in un analisi psicanalitica, cosa che non è di mia competenza , basta uscire un po’ da un interpretazione politicamente corretta dove Ade è il bruto e Persefone l’agnellino per renderci conto del super potere che Demetra-Cerere ha infuso ai suoi protetti.

 

Partiamo dall’inizio. La giovane e innocente Persefone, sempre con la testa altrove, persa nelle sue fantasie e l’aspetto da bocconcino da proteggere dalle brutture del mondo ,viene convinta ad andare per boschi a raccogliere fiori dalle amiche ninfe. E fin qui niente di male direte voi. ( quello che non è inquadrato dalle telecamere è ; “mamma scusa esco anche se non ho finito di fare le faccende di oggi. Io avrei volentieri finito di adempiere ai miei doveri, ma come vedi sono venute le mie amiche perché stessimo un po’ insieme. Già altre volte ho rifiutato per mantenere la parola data (notasi il giochino del “mi sono sacrificata per te”) oggi vorrei dedicarmi a loro ( mica si assume la responsabilità di dire io voglio andare!)

Demetra ,dal carattere fiero e orgoglioso,  per dare prova di generosità e fare bella figura con le ninfe la lascia andare con la sua benedizione (Cercando nel frattempo sull’agenda qualcuno a cui affibbiare le faccende rimaste mentre lei finisce la manicure).

La pulzella insieme alle amiche coglie mazzolini di fiori per un po’ , quando all’improvviso vede su di un dislivello erboso un fiore diverso dai soliti. Un giglio.

( Chi ha un po’ di dimestichezza di giapponese ed è smaliziato può trovare molto interessante il simbolismo del giglio con i significati della parola Yuri _ usato nel mito sopra)

Ovviamente ,come sempre accade nelle favole come nelle iniziazioni , la curiosità e la bramosia ebbero il sopravvento e la nostra giovin signora decise di sporgersi oltre la rupe per cogliere il fiore che doveva essere suo.

 

Nel Frattempo, stesso luogo stessa ora, nel sottosuolo, All’ombra delle fanciulle in fiore* , Ade/Plutone, stufo della sola compagnia dei defunti , irritato dalle luci troppo soffuse dovute all’ordinanza di risparmio energetico che chissà perché non riguarda mai l ‘Olimpo, di check in e check out di gente chi prende gli Inferi per una meta turistica o semplicemente sbaglia indirizzo, decide di prendere aria e sbirciare fuori .

E fu così che;

[Plutone] si precipitò verso di lei [Proserpina], che, scortolo, così nero e gigantesco, con quegli occhi di fuoco e le mani protese ad artigliarla, fu colta dal terrore e fuggì leggera assieme alle compagne… Il dio dell’Ade, in due falcate le fu addosso e l’abbracciò voracemente e via col dolce peso; la pose sul cocchio, invano ostacolato da una giovinetta, Ciane, compagna di Proserpina, che tentò di fermare i cavalli, ché il dio infuriato la trasformò in fonte. Ancora oggi Ciane, con i suoi papiri, porta le sue limpide acque a Siracusa»

In chiave moderna una traslazione del mito la potete leggere ,in senso letterale, nella trilogia 50 sfumature di grigio-nero-rosso… che la vergine non confesserà mai e poi mai di aver letto o semmai criticherà in modo asciutto e pertinente ,dovendo mantenere il suo ruolo di pudica e incorrotta vestale custode della virtù . Ma tanto ve lo dico io che amo sollevare i veli dietro cui si nascondono le cose interessanti .

Mentre lei diceva “No lasciami” ( quando in realtà pensava “vedi mo sto maschio alfa? Dove era rinchiuso? Lo sapevo che la mamma mi teneva nascoste le cose migliori!”) scalpitando solo per avere la scusa di tastarlo un po’ qui e un po’ là, Lui , che frequentava solo spiriti evanescenti e sospirosi non credeva nella fortuna di poter mettere le mani su qualcosa di vivo e scalpitante morbido nei punti giusti e nel pieno del vigore. (Chiamalo scemo) Ovviamente Cerere non  prese bene il fatto che fosse giunto uno straniero, anche se una divinità, a prendersi la sua pupilla aprendo il suo mondo a interessi più adulti.

“Cerere, madre di Proserpina e dea dell’Olimpo, fu disperata alla notizia della scomparsa della figlia, e invocò l’aiuto di Giove, re di tutti gli dei, per aiutarla a ritrovare la bella Proserpina.”

Dopo nove giorni e nove notti insonni di dolore, decise di rivolgersi a Giove per impetrarlo di farle riavere la figlia; ma Giove nicchiava (come poteva tradire suo fratello Plutone?).

Allora Cerere, folle di dolore, decise di provocare una grande siccità in tutta la terra. E dopo la siccità venne la carestia e gli uomini e le bestie morivano in grande quantità. Non valevano invocazioni e scongiuri alla dea, che era irremovibile.
Giove inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre. A Plutone non restò che obbedire. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno»

Chi conosce da un po’ di tempo un esemplare della Vergine potrà notare come evolve nella vita solo grazie all’intervento di un evento imprevisto, spesso avente sembianze “mostruose e oscure” intese come situazioni talvolta drastiche. Qualcosa che le apre il terreno sotto i piedi e che è esattamente la manifestazione fisica dei suoi desideri inconsci, quelli che insistentemente nega alla propria consapevolezza mantenendo fede al suo ruolo sociale . Pochi come la Vergine sono bravi a nascondersi la verità sotto tonnellate di pensieri sensati ma sbagliati. A Fuggire dalla realtà per rifugiarsi nell’Utopia come nel Sogno. A nascondersi in un sacerdozio relegando la Passione al sogno.

Riesce a costruirsi intorno un aura di perbenismo fatto di tante piccole accortezze e nessuna vera decisione, di strati di politicamente corretto che mette in discussione ma non smantella se non vi è costretta/o.

All’apparenza non ha nente di cui lamentarsi, niente di severamente invalidante , possiede tutte quelle certezze materiali che dovrebbero essere alla base di una vita serena, salvo che l’abito che indossano è di qualcun altro. Si parcheggiano nel conformismo . Ma ovviamente per amore di coerenza con ciò che predica, l’insoddisfazione sarà appena accennata e giustificata con semplice stanchezza salvo poi trasparire in ogni sua azione , lenta, ripetitiva, incompiuta e annoiata. Come se si portasse addosso il fardello di Atlante dimenticando il fatto però che se lo sono scelti e che possono scegliere di cambiarlo. Se glielo fate notare vi parlerà di fato e Destino e Karma come se fossero ineluttabili . Una personale forma di Vanità.

Intanto l’invidia per la libertà che altri si prendono di uscire allo scoperto e mostrarsi nelle brutale vivacità e autonomia del proprio essere cresce …

Ma smettiamo di fare complimenti a Miss e Mister Complicazione e teniamoli per le 15 sfumature di Vergine …ne vedremo delle belle!

A presto Taiga Reyn

Un commento

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