Meditazioni,  Spiritualità

Meditazione con il Bambino Interiore

Meditazione con il Bambino InterioreIl Bambino Interiore è il nostro inconscio!

Il nostro cervello è costituito dal 5% della parte conscia e 95% della parte inconscia.

Fin dal primo giorno che siamo nella pancia della madre, noi,bambini, memorizziamo tutte l’informazioni ed emozioni dai nostri genitori, principalmente dalla madre.

Tutto ciò che lui osserva all’esterno, lo registra come modello di vita e lo replica ugualmente nella sua realtà da adulto, indipendentemente se va bene o meno, in quanto il cervello non fa la differenza tra positivo e negativo.

Quindi se il Bambino Interiore vede e memorizza che il padre litiga con la madre, anche se questo evento l’ha fatto soffrire nella sua infanzia e desidera non ripeterlo, finisce con farlo, inizialmente interpretando il comportamento del padre e poi quello della madre.

La nostra anima, il nostro Sé sa perché è qui, conosce il suo compito in questa incarnazione ma nel corso della vita siamo stati costretti a costruirci una Personalità per adattarci alle circostanze, al ruolo, per avere il consenso sociale, ed è questa maschera che ha preso il sopravvento, facendoci allontanare dalla voce che sa. Pertanto deviamo dal cammino, cercando di adattarci alla realtà esterna per essere amati e accettati, per non essere respinti.

Quando ci intrappoliamo in un comportamento dipendente cerchiamo invece la felicità in ciò che è esterno a noi stessi. E questa anche perché fin da bambini ci è spesso mancato quel senso di approvazione incondizionata che ci faceva sentire preziosi per il solo fatto di esistere. Abbiamo invece ricevuto il messaggio di valere per quello che avevamo o che avremmo fatto. Riuscire è diventata la meta di ogni nostra azione, ma un’altra idea si è aggiunta, la paura di non essere abbastanza bravi e la convinzione che la nostra forza, quindi, non sia dentro di noi ma provenga dall’esterno.

Abbiamo tutti un Bambino Ferito che piange dentro di noi perché crede di avere fatto qualcosa di sbagliato e si sente in colpa e prova vergogna pensando di essere stato cattivo. Ha paura di essere punito e la punizione che teme è la perdita dell’amore: non possiamo essere amati perché non siamo stati abbastanza bravi.

Abbiamo bisogno di ridare approvazione al nostro Bambino interiore perché è quella paura di non meritare amore che ci induce ad evitare quell’introspezione che ci metterebbe a contatto con quel senso di colpa e quella vergogna che temiamo. Per questo cerchiamo appoggio all’esterno, negli altri, nelle attività, nelle sostanze, nel possesso. È proprio ponendo la nostra tranquillità e la nostra pace fuori di noi che abbracciamo la trappola della dipendenza, come se il nostro vuoto potesse essere colmato da qualcosa d’altro.

La nostra cecità risiede nella incapacità di accorgerci della nostra bellezza e il dono più grande che possiamo farci ogni giorno è ripeterci“Io mi amo e mi accetto esattamente come sono”: questo è il contatto risanatore con il Bambino che soffre e non si ama perché è convinto di essere stato cattivo, perché non si è sentito all’altezza delle aspettative e ha avuto paura di essere abbandonato. Ma quel Bambino ha bisogno di sapere che in lui c’è l’abbondanza e che non gli manca nulla per essere felice.

Meditazione sul Bambino interiore

Se crediamo che questo sia un buon momento per dare al nostro Bambino interiore quella approvazione che ha valore proprio perché viene da noi stessi, proviamo a metterci comodi, in un luogo tranquillo e in una posizione che ci possa aiutare a scendere ai nostri livelli interiori profondi. Respiriamo profondamente, ricordandoci che è importante allungare l’espirazione, svuotando i polmoni fino in fondo, lentamente, con amore. Ripetiamo tre volte questa respirazione con gli occhi chiusi e poi procediamo all’allineamento del corpo fisico, del corpo emotivo e di quello mentale.

Suggerisco di ripetere mentalmente le formule di disidentificazione:

“Io ho un corpo ma io sono molto più di questo mio corpo“, mentre ogni muscolo si rilassa sempre più profondamente,

“Io ho delle emozioni ma io sono molto più di queste mie emozioni”, lasciando che le emozioni si allontanino,

“Io ho una mente ma io sono molto più di questa mia mente” e i pensieri se ne vanno piano piano.

Possiamo poi contare mentalmente da 21 a 1 lasciando che ad ogni numero decrescente il nostro stato di rilassamento diventi sempre più profondo.

Ed ora un punto blu viene verso di noi, fino a riempire il nostro schermo visivo. Entriamo in questo punto di luce, in questa macchia che si espande, tuffiamoci: siamo in una distesa di azzurro e di blu dalle mille sfumature. Abbandoniamoci a questa distesa di azzurro e di blu, lasciamoci andare. Stiamo volando nel blu, cullati da correnti leggere che ci fanno andare avanti e indietro, a destra e a sinistra.. e l’alto e il basso si confondono.. Stiamo danzando nel blu.. ci sentiamo bene.. rilassati.. tranquilli.

Ed ora una mano.. ecco, avvertiamo una mano di donna che si avvicina.. una mano amorevole, calda.. non riusciamo a vedere il resto del corpo e non è importante vederlo perché la nostra attenzione è su questa mano piena di amore che afferra la nostra mano sinistra. Lasciamoci afferrare le nostre dita da quella mano dolce, sentiamo il calore morbido e accogliente sui nostri polpastrelli.

Ed ora un’altra mano, maschile, più forte e sicura afferra la nostra destra. E noi stiamo volando, guidati da queste due mani che ci comunicano amore, sicurezza, tenerezza, voliamo nel blu e percepiamo una grande pace. Godiamoci questa pace(pausa).

Ed ecco che la nostra attenzione è ora nelle mani che ci guidano, mani calde, mani d’amore, mani sicure ed incominciamo a percepire una lieve sensazione di discesa.. stiamo scendendo lentamente, dolcemente.. Ora sotto di noi vediamo una coltre fitta fitta di nuvole bianche, compatte ma morbide, soffici.. tanto soffici.. ecco, entrate nelle nuvole bianche, compatte ma morbide, soffici, tanto soffici,  nuvole dolci, rasserenanti.. e poi ancora azzurro.. in questo volo che è ormai una discesa.. scendiamo volando dolcemente, avvolti in un’atmosfera di sicurezza e di serenità.. avvertiamo ora un lieve senso di calore.. come fossimo immersi nell’acqua tiepida.. e il blu è ora acqua tiepida e avvolgente.. ci lasciamo andare.. ci lasciamo cullare.. ci sentiamo bene, rilassati, tranquilli..

Le due mani che ci guidavano non ci sono più ma noi avvertiamo la loro presenza vicina vicina ..sentiamo intorno a noi calore e amore.. avvertiamo un ticchettio continuo, rasserenante.. Abbandoniamoci a questa piacevole sensazione di protezione e amore.

Ed ecco ora una luce.. ci sentiamo trasportare verso questa luce.. come in un tunnel.. lasciamoci andare lungo questo tunnel.. lasciamoci andare.. ecco, stiamo per uscire.. siamo alla luce, in un bellissimo prato verde. Guardiamoci intorno, assaporiamo i colori, i suoni, i profumi..

Ed ecco vicino a noi un Bambino o una bambina.. guardiamolo attentamente.. è il nostro Sé Bambino che ci guarda. E anche noi guardiamolo con attenzione e cerchiamo di capire che tipo di Bambino sia.. È impaurito o sicuro… sereno o triste o imbronciato.. Vuole stare con noi o guarda dall’altra parte.. cerchiamo di capire che tipo sia.. e se ancora non l’abbiamo fatto prendiamolo per mano o sulle nostre ginocchia, abbracciamolo, coccoliamolo, incominciamo a stabilire un contatto fisico.

Ed ora diciamoli:

“Benvenuto, sono felice che tu sia qui” e ripetiamolo più volte, con amore.

Ed ancora

“Mi piaci così come sei, sarò sempre con te, non importa cosa succederà” e abbracciamolo con molto amore.

Ora contiamo fino a tre e al tre il Bambino avrà un dono per noi nelle sue mani. Uno… due… tre. Guardiamo qual è il suo dono e ripetiamocelo nella mente per non scordarlo. Ringraziamo il nostro Bambino e prepariamoci a dargli anche noi un nostro dono: uno.. due.. tre. Guardiamo attentamente i doni che ci siamo scambiati e poi ripetendo ancora al nostro Sé Bambino parole di amore e di accettazione, lasciamo che l’immagine svanisca.

Riprendiamo contatto con il nostro respiro.. con questo spazio e questo tempo, con il nostro corpo e, lentamente, apriamo gli occhi.

Vi suggerisco di dedicare a noi stessi ancora qualche minuto scrivendo le sensazioni provate di fronte al nostro Sé Bambino e i doni che ci siamo scambiati: un materiale che ci sarà sicuramente utile, soprattutto se decideremo di ripetere frequentemente questa meditazione.

A poco a poco, lavorando ai nostri livelli interiori, possiamo dare al Bambino Ferito quello di cui ha bisogno per trasformarsi sempre più nel Bambino Magico che ci appartiene. Non importa se il passato è ci ha feriti, quello che conta è il momento sacro, quel punto di svolta in cui ci rendiamo conto che l’unica realtà veramente reale è il presente e che nel presente possiamo decidere di diventare liberi.

FAMMI VEDERE CHE SEI VIVO!!!.. Lascia un commento e dimmi che pensi...

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