Riflessioni

La Luna nel pozzo. Maggio 2020

Con questo articolo spero di fornire a quanti mi hanno chiesto e ancora mi chiedono cosa ne penso dell’attuale situazione ,scatenata dal virus, e di cosa ne sarà dopo. Domanda lecita ma troppo spesso argomento di congetture più che di una sana riflessione. Allo stesso tempo risponderò in modo indiretto a quanti cercano di perorare teorie di complotti globali o visioni new age. 

 

A tutti il mio primo invito è “ scegliete con cura le vostre battaglie” 

 

Per quanti cercheranno qualche spiegazione extra-ordinaria vi dico già che non la troverete. Se cercate qualche straordinaria canalizzazione di Terre promesse o Paradisi in Terra ,non è il vostro articolo. 

Se siete disposti a una visione pragmatica, concreta e un invito all’introspezione allora forse posso darvi qualche suggerimento.

Per farlo mi avvarrò delle parole di due autori le cui visioni sembrano puntare punti opposti dello spettro ma che a mio avviso costituiscono un unica risposta , quella che appunto è la mia personale Stella Polare in questo momento. Sottolineo che si tratta della mia visione di questa realtà e come tale non intendo imporla a nessuno. La condivido semplicemente.

 

Vi anticipo che non ho alcun interesse a cercare l’identità razziale del virus, se è autoctono o prodotto in qualche laboratorio , se dietro c’è una punizione o una prova divina o se si tratta del frutto tra il matrimonio di un anno bisestile e Saturno con l’insonnia.  

E siccome sono Nessuno ho il discreto vantaggio di poter navigare in acque tormentose senza dover seguire la rotta verso gli atolli popolati di squali cui certe correnti spingono ad attraccare.  Posso addirittura gettare l’ancora qui e stare assolutamente ferma a guardare ciò che accade senza per questo prendervi parte. 

 

La scelta che ho compiuto, la voce che ascolto, il firmamento a cui ho demandato la tracciatura della mia rotta e che aggiorna le mappe del mio viaggio è di natura molto più personale, introspettiva , animica , se vogliamo.

 Ho sempre creduto che l’universo E’ un Intelligente Evoluzione, uno spartito con molte voci di cui noi siamo una piccola nota. Non ho una visione eliocentrica di me per cui tutto diventa un fatto personale, altresì penso di fare parte di un grande concerto di forze che mi accade intorno, che mi vibra dentro e si perpetua nonostante Me. E’ ovvio quindi che siamo spartito e musica, musica e orecchio.  Influenzo e ne sono influenzata, spesso in modo totalmente inconscio. 

Nella mia piccolezza di nota non ho la possibilità di misurarmi con l’intero spartito dell’Incommensurabile ,perché non ne possiedo i mezzi fisici, intellettuali e interiori, ma posso meditare sul riflesso del Grande nel Piccolo, del Cielo nel pozzo. Posso volgere il mio sguardo nel piccolo e farmi un Idea di cosa viene suonato nel Grande . Io come riflesso di Dio. 

 

Ho letteralmente ululato alla luna la domanda a cui dovevo avere risposta e nel pozzo , ho trovato la mia chiave. Che essendo tale potrebbe andare bene solo a me.

L’invito è quindi nella tranquillità della sera volgete lo sguardo al cielo e dal profondo del petto chiedete a chi quel cielo lo abita di riflettersi per voi. Non cercate fuori ma nel vostro pozzo. 

 

Per chi riesce ad essere abbastanza onesto da sapersi il nemico più grande di se stesso , che talvolta si è ladri l’altra guardia, una volta ricchi l’altra poveri, una volta vittime e una carnefici , costui consapevole di essere il portatore di molte maschere , non avrà difficoltà a constatare che in se stesso abita una forza che si Oppone alla Costruzione , all’Armonia e alla Libertà che sono i diritti fondamentali di ogni individuo. 

In Psicanalisi, questo Oppositore, viene chiamato Il Predatore Naturale o famigliarmente Uomo Nero. Quando cerchiamo fuori il criminale, il virus che ha mandato in tilt le nostre illusioni, ci ha tolto le sedie e le compensazioni , quel complotto o tutti i segni di addomesticamento che scambiavamo per sicurezza, stiamo osservando il riflesso di ciò che ci sta accadendo e abbiamo permesso che accadesse in noi accettando come vera una distorta cultura iper-intellettuale scientifica a cui abbiamo demandato ogni istinto naturale. 

 

Cito dal libro “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estés:

“L’Uomo Nero abita la psiche di ogni donna ( e uomo anche se spesso ha connotati differenti) . Il predatore innato, è una forza che va memorizzata e controllata. Per frenare il predatore naturale della psiche è necessario che ogni donna resti in possesso di tutti i suoi poteri istintuali , tra cui l’introspezione, l’intuito, la resistenza, l’amore tenace, la sensibilità acuta, la lungimiranza, l’udito sottile, la capacità di cantare sui morti , di curare in modo intuitivo e tendere ai propri fuochi creativi…” 

E ancora :“ i predatori desiderano superiorità e potere sugli altri. …desiderano essere più in alto dell’Ineffabile altrettanto grandi e ad esso pari. Lo stesso Ineffabile che distribuisce e controlla le forze misteriose della natura , compresi i sistemi della Vita e della Morte e le regole della Natura Umana.  ,[…] Nel mito e nella storia troviamo che , per un entità, la conseguenza di aver tentato di spezzare, piegare o alterare il modo di operare dell’Ineffabile è il Castigo.” 

Concludo : “quando il mondo esterno si intromette nella Vita-Anima di uno o più individui (pensate a che succede a una cultura o collettività) i sogni ( e aggiungerei io i segni) sull’Uomo nero arrivano a valanga[…] per le anime ingenue e sprovvedute è come un campanello d’allarme ; “attenzione sei in pericolo” ,per le anime un po’ meno ingenue e da tempo in recupero della propria natura questo costituisce un tonico che rammenta loro perché lottano, le incoraggia a non lasciarsi andare a essere vigili e continuare il lavoro intrapreso.” 

 

Quando nella vita di ciascuno di noi appare l’Uomo nero è quindi sia , un messaggio di tipo personale che ci invita a guardare al nostro allontanamento dall’Integrità, alla Naturalità Violata , sia un invito a guardare la componente culturale , i suoi aspetti minacciosi,  ad indagare gli aspetti di una cultura molto delimitata e magari brutale sul posto di lavoro, nell’ambito famigliare, nei ruoli sociali, nel vicinato, nel paese, nella religione, nella nazione , nel mondo. 

Ogni individuo, ogni gruppo, ogni cultura ha il suo Predatore Naturale e come la Storia ci insegna spesso ha assunto la sembianza della Sovranità assoluta che si è auto eletta tale finché non è stata costretta a retrocedere davanti ad una folta schiera di forze che mal digerivano di essere relegati a pasto e servitù. 

 

La mia personale decisione è quindi quella di stanare il Mio personale Predatore Naturale della mia psiche, di riconoscerne le presenza, il modo di agire, reprimere e depotenziare le mie qualità umane. Mi impegno a riprendermi la Forza come i miei territori interiori , a guadagnare  peso e spazio nel mondo. Ripulire la mia esistenza da quanta più negatività possibile, qualunque forma abbia, parole, voci, atteggiamenti, persone, credenze, dipendenze, compensazioni , abitudini .

 

Stanare le scuse; Non sono importante , sono solo io, non sono niente di speciale, non sono colta, non ho idee, non sono capace, non ho la competenza, non ho idea di cosa fare, non ne ho la forza, 

non sono abbastanza, non ho talento, non ho grazia, non ho tempo … 

Scuse inculcate a forze di cultura della civilizzazione a sfavore di una sana educazione all’intuizione ed esistenza naturale. 

 

LA SOFFERENZA PROVOCATA DA UN DISAGIO HA FINE QUANDO VIENE SCOPERTO IL MITO CHE IL DISTURBO METTE IN SCENA. OGNI DISTURBO È QUINDI UN LIMITE E LA SFIDA DA SUPERARE. 

 

Se siamo impegnati a fare questo ben poco tempo ci resta per dare orecchio alle voci dei vari padroni. Se ci domandiamo cosa sta succedendo, cosa si nasconde dietro la proibizione che vediamo nella cultura e nel mondo, cosa viene leso, oppresso, assassinato di noi, della terra, della vita , della natura , se facciamo questo spietato esame partendo da noi , in noi come riflesso del mondo e del modo in cui viviamo non c’è bisogno di intrattenersi in distrazioni o discussioni. 

La battaglia si sceglie da se. 

 

Questo articolo però non sarebbe completo se non vi aggiungessi un altro tassello su cosa ne penso del virus inteso come entità-sfida.

Come avevo premesso credo in Universo Intelligente e conoscendo un minimo di biologia non posso non sapere che i virus come i batteri sono le creature più adattabili e evolute in circolazione e pertanto costituiscono una di quelle Forze con cui coabitiamo e condividiamo spazi, a volte pacificamente altri meno. 

 

A tal proposito citerò Igor Sibaldi dal libro “ I maestri invisibili” dove spiega, in un discorso con le sue guide, come dovremmo considerare le malattie . Poiché ne condivido appieno il significato ma non saprei scriverlo altrettanto bene  in modo sintetico , spero voglia scusarmi se prenderò a prestito alcune sue righe. 

 

Domanda: quali sono gli esseri più evoluti di tutti? 

Risposta ; Tra gli esseri viventi? Le malattie senza dubbio. 

Domanda; le malattie? 

Risposta; tra gli esseri viventi sì. Le malattie sono il più alto livello evolutivo raggiunto da esseri del vostro mondo; la più complessa forma di adattamento, e la più grande.

D; vuoi dire le malattie vere come lebbra ,vaiolo, influenza?

R;certo sono gli esseri più complessi e invulnerabili , non muoiono mai, sono troppo evoluti anche per morire. Per esempio hanno raggiunto la più alta  maestria nell’uso degli spazi intermedi tra la loro sostanza vitale,cosa che voi avete iniziato a tentare solo con il pensiero, e con grande timore.” 

[…]

D; ogni malattia è un essere intero, una specie di immenso corpo?

R, certo. Un sistema come il vostro corpo, ma infinitamente superiore e infatti l’unica cosa che la malattia può ancora fare è insegnare; dato che è talmente superiore a tutti gli altri esseri qualunque cosa fa è per forza un insegnare, agli organismi, alle anime.

[…]

D; ma uccidono oltre ad insegnare!

R; non è che uccidano. E’ che un essere o impara o muore. E la legge di tutti. Le malattie hanno imparato.

 

Non vi sembra che possa essere sufficiente questo per iniziare a cambiare per non morire? Non vi sembra una grossa chiamata a prendersi carico del proprio Predatore Naturale, re- integrare le parti, sanare i disagi e evolvere verso il passo successivo? 

 

Vi invito caldamente a leggere sia “Donne che corrono con i lupi” che “ I maestri invisibili” e seguire poi i riflessi che la luna nel vostro pozzo vi mostrerà.

 

Come sempre spero di essere stata fonte di riflessione o ispirazione . Vi porgo i miei saluti e ci sentiamo prestissimo.

 

Taiga.

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