VIZI VIRTÙ E PECCATI CAPITALI DEI SEGNI ZODIACALI

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VIZI VIRTÙ E PECCATI CAPITALI DEI SEGNI ZODIACALI

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Non so voi , ma alla sottoscritta la luna piena fa all’incirca lo stesso effetto che sortisce sui lupi mannari. Per fortuna senza esplosioni massive di peluria e voglie perentorie di selvaggina da cacciare.

 Il carattere ombroso quello è vivo e vitale ogni santo giorno nonostante dosi massicce di autocontrollo, ma durante il plenilunio vira pericolosamente verso l’ aggressivo. Aggiungete emicrania e insonnia e capirete perché sembro Gollum che grugnisce “il mio tesssoooro!” alla tazza del cappuccino molto dolcificato con il miele. Evito gli specchi per salvare almeno qualche grammo di autostima. 

Per fortuna posso rintanarmi limitando al minimo sindacale la mia presenza, già spartana in società, così evito anche le fuoriuscite di affermazioni sentite ma poco decorose, che qualche soggetto più fastidioso del corona virus mi solletica. 

In queste giornate sono utile come la polvere sui mobili nuovi. Mi do fastidio da sola. 

Oggi la luna è calante come la concentrazione e la chiarezza di idee temo siano migrate verso i paesi caldi insieme all’Acquario per tenere i piedini a mollo in limpide e azzurrine acque mentre rimugina sul significato dell’esistenza davanti ad un orizzonte al tramonto con un cocktail alla frutta.

No un momento non potete mollarmi qui per raggiungerlo!

 Quantomeno potreste invitarmi a seguirvi. Odio l’acqua ma posso passare il tempo della traversata tenendomi impegnata mangiando e guardando tutorial su YouTube di lavoretti manuali che non farò mai. 

Il nostro Acquario l’ha studiata bene. Ha il cervello perennemente in zone vacanziere anche quando il suo lavoro non è l’agente di viaggi , il commesso viaggiatore, o il regista di film di fantascienza. 

Penso che porti quell’anfora sottobraccio per dare l’impressione che stia facendo le 12 fatiche di Ercole. Notate poi la posa plastica da culturista depilato e oleato che aspetta il passaggio del paparazzo di turno per farsi immortalare epico sulle copertine di quei giornali di gossip inseme ai diavoli  che vestono Prada. 

A dispetto di quell’aria un po così, tra lo snob e il naif , detta in parole povere uno stile casual da senzatetto principesco, è tutt’altro che il risultato di un “ tiro su a casaccio la prima cosa che ho nell’armadio perché il pezzo di stile sono io”. 

La sua chiave di lettura è più ego centrica ; Il pezzo di stile sono io e visto che proprio devo coprire tanta bellezza faccio finta di esserne inconsapevole . Talvolta esagera anche con l’espressione da intellettuale incompreso. L’antidoto?  Sottolineate innocentemente quanto profonda stia diventando quella ruga d’espressione sulla fronte e magicamente gli sparirà il cipiglio vetusto.

Altra dimostrazione del non trascurabile ego narcisista del nostro segno d’Aria è la posa da pin up in cui viene spesso immortalato.  Di spalle, con la natica contratta e il dorso girato verso di noi , come se lo avessimo interrotto mentre stava chiudendo con un dito una crepa in una diga a rischio esondazione in attesa dell’arrivo dei soccorsi. 

Gli piace piacere anche se finge disinteresse ed ideali più alti.

Quanto sia veramente piena e pesante quell’anfora che afferra come fosse un toro, non si sa. 

Ma forse l’abilità risparmio energetico incorporato ,la lenta respirazione , il battito decelerato, l’elettroencefalogramma a ninna nanna e le meditazioni shaolin, possono trasformare questo  flemmatico esemplare in un erculeo individuo quel tanto che basta a ingannare l’occhio e accecare il viandante con il sorriso diamantato .

Quando rientra a casa la sera , come altri professionisti della prestidigitazione che hanno finito lo spettacolo del giorno, si trasformano in gelatine amorfe, che per amore della comodità ripongono nel settimanale, il buon gusto e il decoro che tanto esibiscono in pubblico. 

Bisogna pure ringraziare che indossino i pantaloni perché fosse per loro l’abbigliamento adamitico sarebbe quello naturale. 

Nettuno è il signore che li governa rendendo sconfinati e spesso ingovernabili le loro menti che , amando spaziare senza confini , si rifiutano di diventare utili scegliendo di abbandonare il sogno per iniziare a vivere. 

Quando, tuttavia,  sono costretti, come tutti gli essere senzienti e dotati di corpo umano, a vivere in una realtà che di idealistico ha solo quello coltivato dagli occhi di chi così lo guarda, cominciano i dolori. 

Sembra di avere a che fare con il bugiardino dei farmaci. Un lungo ed interminabile oratorio di effetti collaterali del vivere quotidiano. Difetti, meschinità, bassezze vengono enumerate con precisione chirurgica e vocabolario da dottorando in pessimismo filosofico il cui precetto principale è “a pensar male ci si indovina”.

Probabilmente solo il sommo Freud potrebbe arginare il loro contorto senso di importanza che vendono per realismo e allo stesso tempo diagnosticare loro qualche forma paranoica dissociativa in termini abbastanza gravi e unici da deliziare il loro ego in cerca di distintivi. 

Anche se dicono il contrario amano sguazzare nei propri brodi emozionali che rimpinguano versandovi sopra nuove acque della stessa fonte, appena il livello di  evaporazione raggiunge i livelli vicini alla guarigione. 

Ed ecco l’utilità dell’anfora. Invece di darsi la zappa sui piedi , troppo rozzo e vistoso, ci rovescia sopra acqua, rendendo fangosa  pesante e imprigionante la terra su cui vorrebbe correre felice. Invece di riconoscere in se stesso il fautore dei suoi insabbiamenti , della pesantezza in cui affonda e l’immobilità  che lo incatena , ricorre al suo libro nero, zeppo di rei possibili.

Nemici delle vite passate o future. Dei dee o forze cosmiche di cattivo umore o pessimo umorismo. 

Tutto girone dei dannati , le persone felici , quelli che dormono una notte intera, i perfezionisti redenti, i costruttori , gli stacanovisti disintossicati e chi più ne ha più ne metta.

Il pantheon dei suoi nemici immaginari fa concorrenza alle misteriose entità incontrate dai fratelli Winchester cacciatori di demoni di Supernatural. 

Come diceva Zenone di Cizio; 

Che cos’è un amico? Un altro me stesso.

Per questo l’Acquario preferisce essere contornato di nemici . Non riuscirebbe ad avere l’ultima parola con un altro se stesso. Detesta arrivare secondo.

Bene ragazzi e ragazze  benché sia molto stancante essere un nemico all’altezza di tanta faticosa marzialità acquariana , non mi sottraggo alle mie responsabilità . Solo abbiate pazienza se prima devo duellare con tutti i moschettieri dello zodiaco in fila prima di voi . 

Tra l’altro vi consiglio di aspettare le 15 sfumature del vostro segno prima di lanciarmi il guanto di sfida e scegliere l’arma per il duello.  

A presto

Taiga Reyn

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